DOSSIER SPECIALE: C’ERA UNA VOLTA IL TESORETTO DI LAVELLO

Gruppo 1: al D/ nel giro interno, in calligrafia nashki, Federico re di Sicilia e nel giro esterno formula per data e zecca; nel campo una aquila (in alcuni casi bicipite) frontale con ali spiegate e la testa a sinistra. Al R/ nel giro esterno la formula per zecca e data spesso illeggibile e nel campo una croce patriarcale affiancata da due trattini lungo l’asta orizzontale e dalle lettere IC XC / NI KA.

Gruppo 2: al D/ nel giro legenda pseudo-cufica e nel campo un’aquila frontale coronata con ali spiegate e testa a sinistra. Al R/ nel giro legenda pseudo-cufica spesso illeggibile e nel campo una croce patriarcale affiancata da IC XC / NI KA sormontate da due tratti Ω.

Gruppo 3: al D/ nel giro + . R . CONRADVS e nel campo aquila con ali spiegate e testa a destra. Al R/ nel giro legenda geometrica in cufico e nel campo croce patriarcale affiancata da due trattini lungo il braccio orizzontale ed accantonata dalle lettere IX XC / NI KA. Nel campo in basso due stelle a sei punte.

Gruppo 4: al D/ nel giro + CONR . SECVND . R e nel campo un’aquila frontale coronata con ali spiegate e testa a sinistra coronata da tre globetti. Al R/ nel giro legenda geometrica in cufico e nel campo croce patriarcale affiancata da due trattini lungo il braccio orizzontale ed accantonata dalle lettere IX XC / NI KA. Nel campo in basso due stelle a sei punte.

N. 14 tarì così descritti dal signor Lacava: “Nel ritto croce latina con solita legenda, con lettere arabe intorno. Nel rovescio legenda araba. Peso 1,50 g., dimensione 12 mm.”. (tipologia 9). Purtroppo la descrizione un po’ approssimativa del rovescio (il dritto per il Lacava) non mi permette di identificare a quale tipologia di tarì si riferisse lo studioso. Dal peso potrei presupporre che non si tratti di un pezzo normanno in quanto i tarì siciliani e campani coniati da questi sovrani avevano un peso di circa 0,89 g. (dopo le riforme di Guglielmo II) mentre le precedenti emissioni ne avevano uno teorico di 1,05 g. Probabilmente il riferimento fatto dal Lacava è a tarì svevi il cui peso per tutto il periodo rimane assai varabile dai 10 g. a meno di 1 g.