DOSSIER SPECIALE: C’ERA UNA VOLTA IL TESORETTO DI LAVELLO

Si potrebbe ipotizzare anche che questi tarì siano stati coniati nella zecca di Amalfi. Tale zecca continuò a coniare monete in oro celebrative sia per Enrico VI che per Federico II fino al 1222, anno in cui l’officina venne chiusa definitivamente. Ad Amalfi vennero difatti coniati tarì con la sigla FRE, e non FRI come ci descrive il Lacava, nel periodo 1197-1205; inoltre il rovescio è caratterizzato da una stella ad otto punte entro due giri di legenda araba e quindi ben diverso dalla classica croce latina accantonata da IC XC NI KA osservata dall’archeologo, (fig. 7). Infine anche il peso descritto dal Lacava, che negli 11 pezzi varia dai 3,70 ai 3,40 g., differisce dalle tipologie coniate in Campania pesanti tra lo 0,85 e lo 0,80 g. (D’Andrea p. 31)

007Fig. 7 (da A. D’Andrea “The Hoenstaufen’s coins of the Kingdom of Sicily” pp. 41-42, nn. 83 e 85)


 N. 1 tarì simile al precedente ma con legenda FE, fig. 5. La tipologia 6 che il Lacava descrive “Lo stesso tipo precedente, con la differenza che nel ritto invece di FRI sta semplicemente FE”.

N. 128 tarì descritti dal Lacava nel seguente modo “Nel ritto croce latina allungata con la leggenda di Cristo, alcune in lettere romane ed altre in gotiche. Nel rovescio si hanno quattro tipi con diverse leggende arabe; alcune con stelle al centro, altre con punto, altre con lettere arabe ed altre con 6 puntini. Il peso, come le dimensioni varie: grammi 21,2, la più grande, diametro mm 6”. Tipologia 7 di Lacava.

In questo grande calderone sono riconoscibili sicuramente alcune tipologie di tarì coniati da Enrico VI (con le stelle nel centro del campo) ed altre appartenenti alla monetazione di Federico II (con i 6 puntini nel centro). Più difficoltosa l’attribuzione delle tipologie con il solo globetto o con l’iscrizione in arabo dato che potrebbero ricondursi sia alla monetazione normanna che sveva. Partendo dalle attribuzioni certe (figg. 8-9) mostrano i tarì coniati da Enrico VI e Federico II.

008009Fig. 8 (da D’Andrea “The Hoenstaufen’s coins of the Kingdom of Sicily”, n. 11) e fig. 9 (da Art Coins Roma asta n. 9 del 29 aprile 2014, lotto 1158)


Gruppo 1: al D/ nel giro interno, in cufico, Enrico Cesare Augusto mentre la legenda del giro esterno è spesso indecifrabile ma è probabile che ci sia l’indicazione di zecca e data, nel campo una o più stelle disposte in diverso modo. Al R/ nel giro la legenda risulta spesso indecifrabile ma vale lo stesso discorso di quella esterna del dritto e nel campo una croce patriarcale il cui braccio orizzontale è affiancato da due segmenti e sempre nel campo le lettere IC CX / NI KA. Riferimento AD’A n. 11-13 pp. 15-15.