UNA VITA, UNA COLLEZIONE, UN LIBRO: ALFIO RINALDI E “CONIO D’UVA”

documents-button(di Roberto Ganganelli) | “E se non c’è vino, non c’è neppure amore, e non c’è per gli uomini nessun altro piacere” (Euripide, “Le Baccanti”, 774-775): si apre con queste poetiche parole, frutto dell’irripetibile età classica, un piccolo e prezioso volume dal titolo “Conio d’uva” che rappresenta l’omaggio ad uno dei più valenti numismatici italiani del secolo scorso, Alfio Rinaldi. Scomparso a Verona il 25 aprile 2013, Rinaldi era nato a Castel D’Ario (Mantova) il 26 settembre del 1924 iniziando a fianco del padre Oscar la sua attività nel mondo del commercio numismatico nel 1942. Da quella data la ditta, fondata nel 1925, prese il nome di Oscar Rinaldi & Figlio e già nel 1952 entrò a far parte dell’AINP (Association Internationale des Numismates Professionels), l’associazione che riunisce le più conosciute aziende mondiali del settore.

001Nel 1956 Rinaldi si trasferì a Verona aprendo l’attività in Via Cappello al civico 23, all’interno del Cortile della Casa di Giulietta, dove ancora oggi la ditta è attiva. Sposato con due figli, attento conoscitore della Numismatica classica greca e romana e di quella pontificia, si appassionò anche di medaglie papali; nel 1967 diede alle stampe il volume “Catalogo delle medaglie papali annuali da Pio VII a Paolo VI”. Nel 1992 fu tra i soci fondatori della NIP (Numismatici Italiani Professionisti) e solo nel 1998, dopo ben cinquantasei anni di attività professionale, si ritirò dal commercio.002

Tra le sue collezioni tematiche, di una in particolare – quella delle monete di epoca classica raffiguranti l’uva, la vite e il vino – il figlio Marco ha curato un catalogo. Una raccolta, si legge nel testo introduttivo nata dal fatto che “Nel territorio veronese, così abbondante di terreni dedicati alla vite e così ricco di persone ed aziende che della produzione vinicola hanno fatto la loro attività e fonte di reddito, il vino è una icona da amare, rispettare e godere in tutte le sue sfumature. Verona è una città, come dimostrano le sue rinomate osterie ed enoteche, in cui regna la cultura del vino ma in cui il vino è anche cultura.003