SECOLI D’ORO ALL’OMBRA DEL CUPOLONE

DUCATO PAPALE | Questa specie venne coniata sporadicamente da Innocenzo VI (1352-1362) per Avignone e da Martino V (1417-1431) per Bologna. Eugenio IV (1431-1447, Gabriele Condulmer, di Venezia), iniziò invece l’emissione ufficiale di questa specie che mise fine alla battitura del ducato romano da parte del Senato di Roma. Nicolò V (1447-1455, Tommaso Parentucelli, di Sarzana) emise invece la prima moneta pontificia esattamente databile, coniata in occasione del Giubileo del 1450. Oltre che a Roma, il ducato papale, titolo 1000 millesimi e g 3,520 di peso, fu emesso ad Ancona, Avignone, Bologna, Foligno, Mantova, Modena, Parma, Perugia, Piacenza, Ravenna e Spoleto. L’ultimo pontefice ad emettere il ducato papale fu Clemente VII (1523-1534, Giulio de’ Medici, di Firenze).

FIORINO DI CAMERA O DUCATO DI CAMERA | Questo nominale fu coniato per la prima volta da Sisto IV (1471-1484, Francesco della Rovere, di Celle Ligure), al titolo di 1000 millesimi e ag peso di g 3,532 (poi ridotto a g 3,508). Largamente emesso in quasi tutte le zecche degli Stati pontifici, il fiorino di camera sopravvisse a lungo al ducato papale: l’ultima battitura risale infatti al pontificato di Gregorio XIII (1572-585, Ugo Boncompagni, di Bologna).

003SCUDO D’ORO DEL SOLE  (POI SEMPLICEMENTE SCUDO) | Questa rivoluzionaria moneta fu emessa per la prima volta su decreto di Giulio II (1503-1513, Giuliano della Rovere, di Albissola), nella zecca di Avignone, ed era modellata sul piede ponderale dello scudo aureo francese. Successivamente, lo scudo del sole due emesso da Clemente VII per Bologna, ma soltanto con Paolo III (1534-1549) la coniazione venne effettuata su di un piede europeo, al titolo di  916,66 millesimi di fino e con un peso che si mantenne quasi ininterrottamente di g 3,357. Emessi nello Stato Pontificio, Francia, Spagna, Napoli, Firenze, Genova e Venezia, questi scudi d’oro dalle caratteristiche costanti fu denominato “delle sette stampe” ed accettati alla pari.