DOSSIER SPECIALE: IPOTESI SULLA DATAZIONE DEI PRIMI DENARI GENOVESI | 3

Dall’osservazione di circa duemila denari si nota come la zecca di Genova all’inizio della sua attività volesse un prodotto (appunto il denaro) che conquistasse il mercato non solo per il buon titolo dichiarato ma anche per l’aspetto. Per tutto il XII e XIII secolo ne curò la forma e la coniazione, all’approssimarsi della fine del XIII secolo raramente furono battuti in forme tondeggianti e ben centrati. Il peso medio è attorno a 0,6 grammi. In questa raccolta di denari ricca di simboli e varianti di zecca, il denaro con un triangolino dopo REX al rovescio rappresenta lo 0,12% del totale.

005Più fatti, che opinioni, deriverebbero dall’analisi del contenuto di argento per gruppi omogenei nell’arco dei due secoli di vita del denaro. Pesce, nel suo lavoro di riordino delle schede del Desimoni, pubblicò una scheda sul contenuto di argento dal 1139 al 1339 (non è citata la fonte). “Scheda n. 196. Peso in fino di argento per i denari da 1/12° di soldo di buona moneta: 1139, peso in argento fino g 0,366; 1172, peso in argento fino g 0,348; 1288, peso in argento fino g 0,198; 1309, peso in argento fino g 0,198; 1327, peso in argento fino g 0,189; 1335, peso in argento fino g 0,176”. I dati furono rilevati dal Desimoni sui ragguagli dei registri di zecca; l’autore, purtroppo, non cita altre fonti.

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