San Pio da Pietrelcina sul 2 euro vaticano

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A 50 anni dalla morte di san Pio da Pietrelcina il Vaticano lo commemora con una moneta. La firmano Patrizio Daniele e Valerio De Seta.

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I due francobolli che a settembre Italia e Vaticano hanno dedicato a san Pio da Pietrelcina.

 

Il 6 settembre è uscito un francobollo del Vaticano che sottolinea la ricorrenza dei cinquanta anni della morte di san Pio, il frate di Pietrelcina amato dai credenti ma qualche volta criticato dalle gerarchie ecclesiastiche, beatificato nel 1999 e santificato nel 2002. Due settimane dopo, il 20 settembre, anche un francobollo dell’Italia ha commemorato il frate di Pietrelcina amato dai credenti ma qualche volta criticato dalle gerarchie ecclesiastiche, beatificato nel 1999 e santificato nel 2002.

 

 

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La faccia nazionale della moneta da 2 euro che il Vaticano ha dedicato a san Pio da Pietrelcina in occasione del cinquantenario della morte.

Il 4 ottobre è stata poi la volta del tributo numismatico del Vaticano: un 2 euro celebrativo proposto sia in versione fior di conio e sia fondo specchio. Per entrambe le versioni l’incisione è di Valerio De Seta, il diametro è di 25,75 millimetri e il peso 8,50 grammi. Variano i prezzi e le tirature: 76 mila gli astucci neri, ognuno proposto a 18 euro per il fior di conio, 10 mila gli astucci verdi che contengono la moneta fondo specchio offerta a 37 euro. Tutte le monete escono dalla Zecca dello Stato.

Sulla faccia dedicata al santo, lo scultore Patrizio Daniele ha delineato il profilo di padre Pio incorniciandolo all’interno di una linea che richiama un’abside, il confessionale o la cella monastica del frate cappuccino.

Papa Francesco, in visita pastorale a San Giovanni Rotondo nello scorso mese di marzo, – si legge sul bollettino illustrativo della coniazione – si è soffermato sulle eredità lasciate dal santo di Pietrelcina: i gruppi di preghiera, la Casa Sollievo, il confessionale. Tali eredità ricordano, per il papa, la preghiera, la piccolezza e la sapienza di vita. «Pregare come san Pio – dice il papa – senza mai stancarsi, in quanto non si conosce il Padre senza aprirsi alla lode, senza dedicare tempo a lui solo, senza adorare. Come il frate cappuccino, chinarsi sulle ferite del prossimo e vincere la cultura dello scarto, in quanto anche Gesù prediligeva i piccoli, nei pieni di sé infatti non c’è posto per Dio. Infine, come padre Pio, combattere il male sapientemente: con l’umiltà, con l’obbedienza, con la croce, offrendo il dolore per amore. “Imitiamo dunque san Pio, non lo ammiriamo soltanto”».

Il programma completo del 2018 del Vaticano.