QUELLA NOTTE A BERLINO SUI 2 EURO DI PAPA FRANCESCO

documents-button(di Antonio Castellani) | Si avvicina la ricorrenza del 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino e le zecche mondiali sembrano fare a gara per celebrare l’evento e, non senza una certa sorpresa, in prima fila c’è anche l’Ufficio Filatelico e Numismatico del Vaticano che rende omaggio a quello che è stato un passaggio cruciale nella ricomposizione non solo della Germania ma per la fine stessa della Guerra fredda. Così, il 14 ottobre sarà messa sul mercato un’attesa moneta da 2 euro Fdc confezionata in blister che – modellata da Gabriella Titotto e incisa da Claudia Momoni – propone una composizione simbolica di mattoni che si apre sulla Porta di Brandeburgo con, in primo piano, un ramoscello d’ulivo. Sui mattoni l’iscrizione XXV | ANNIVERSARIO |  DEL | CROLLO DEL | MURO DI BERLINO e le date 1989 | 2014. La moneta, che sarà commercializzata in 94.000 pezzi al prezzo di emissione di € 17,00, verrà poi inserita anche in una busta filatelico-numismatica di cui tuttavia, al momento, non si conoscono né contingente né prezzo.001

La moneta vaticana da 2 euro in uscita il 14 ottobre (source: Ufn Scv)

Scrive Manfred Wichman, della Fondazione Muro di Berlino: “La caduta del Muro di Berlino, nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989, per gli abitanti di Berlino Est e Ovest, è stata una sorpresa tanto lieta quanto incredibile: per ventotto anni questa striscia di confine, severamente controllata con mezzi tecnici e militari, aveva diviso la metropoli e condizionato la vita dei suoi abitanti. Il Muro divenne improvvisamente transitabile anche per gli abitanti di Berlino Est, risultato della ‘Rivoluzione Pacifica’. A partire dal 1975, il bianco muro di cemento armato, visibile dall’occidente e parte del complesso sistema di fortificazione del confine, definiva l’immagine della città divisa diventandone simbolo della Guerra fredda. Nei giorni seguenti il 9 novembre, quando le Truppe di frontiera della Repubblica Democratica Tedesca, accompagnate dal giubilo dei berlinesi prelevarono singoli segmenti di muro per creare ulteriori passaggi, fu l’avvio dell’irreversibile riunificazione della città. A partire dal marzo del 1990, prima ancora che la Repubblica Democratica Tedesca, smontasse i circa 45 mila segmenti di muro, a Berlino e intorno a Berlino, gli stessi abitanti ne iniziarono la rimozione.

002
Un’immagine di quella storica notte del 1989 che sancì la riunificazione di Berlino (source: web)

Già nella notte dell’apertura del Muro i primi ‘picchi muraioli’, muniti di martello e scalpello, toglievano i primi piccoli frammenti. Accanto alla collezione di autentici souvenir iniziò la vendita privata di frammenti di Muro, e anche l’ultimo governo della D.D.R. gestì la commercializzazione della ormai inutile barriera di separazione. Così oggi si possono trovare, in tutto il mondo, pezzi del Muro di Berlino che sono diventati un simbolo di libertà. Nell’autunno del 1990 le ultime parti del Muro furono poste sotto tutela monumentale. Oggi, la divisione della città di un tempo difficilmente si nota, soltanto all’interno del Memoriale Berliner Mauer nella Bernauer Strasse è conservato, come monumento storico, un pezzo della striscia di confine con alcuni segmenti di muro”.