EDITORIALE: SPUNTI DI RIFLESSIONE DAL 2° CONVEGNO NUMISMATICO DI NAPOLI

documents-button(di Roberto Ganganelli) | Uno degli appuntamenti più attesi di questo inizio di stagione è stato il 2° Convegno commerciale di Napoli, organizzato dal giovane Circolo Numismatico Partenopeo che, fondato ad inizio 2014, può vantare già quasi duecento soci e una vitalità che fa ben sperare per il futuro della numismatica in Meridione e non solo. Tre giornate piacevoli trascorse in una città unica al mondo; tre giornate alla fine delle quali, tuttavia, ci sono state sia da parte degli operatori presenti che dei collezionisti opinioni favorevoli ed altre meno positive ma ciò, inutile sottolinearlo, è del tutto fisiologico. Dopo il weekend del 4-6 settembre, ad esempio, “feedback” favorevoli sono pervenuti sulla location – le sale terrazzate al settimo piano dell’Hotel Terminus, a due passi dalla Stazione Centrale – come pure agli allestimenti e alla sicurezza, nonché per l’accoglienza – dal calore tutto partenopeo – riservata ai visitatori. Molto apprezzato, inoltre, il fatto di aver voluto abbinare al raduno commerciale la presentazione di pubblicazioni specializzate – da quelle sulle monete angioine ad un’opera inedita di Arthur Sambon, fino al monumentale primo volume di studi sui conii e punzoni bolognesi firmato da Michele Chimienti e Guglielmo Cassanelli – e una serie di conferenze con interessanti relazioni sul cruciale periodo della Restaurazione ripercorsa, in moneta e in medaglia, in occasione del bicentenario del Congresso di Vienna.

Dopo quella al Medagliere del Museo Archeologico Nazionale dell’anno scorso, non è mancata neppure una visita guidata al Tesoro di san Gennaro, uno degli scrigni d’arte più prestigiosi del Meridione mentre il Circolo Numismatico Partenopeo, per parte sua, ha presentato e distribuito il secondo “Bollettino”, un corposo volume di studi che dimostra la passione di tanti cultori della materia – in gran parte giovani, e questo è confortante – realizzato con uno sforzo, anche economico, non indifferente ma con la volontà precisa di coniugare collezionismo e cultura, le monete e le medaglie con la storia e l’arte, nel segno di una tradizione antica che è giusto perpetuare nel presente.

Un presente nel quale, inutile nasconderlo, la numismatica italiana sta vivendo dei cambiamenti radicali: raduni, fiere e convegni ad esempio, tanto per restare in argomento, non sono più frequentati – come accadeva fino a qualche anno fa – da “folle” di collezionisti e di operatori; un po’ a motivo del commercio via Internet, un po’ per gli innegabili costi delle trasferte, parte degli uni e degli altri scelgono infatti di muoversi sempre meno e il rapporto tra domanda ed offerta si sposta su altri canali ed assume forme finora inedite. E’ altrettanto evidente che il collezionismo diffuso di un tempo non esiste più e che gli appassionati ancora sulla breccia hanno modificato budget e obiettivi. Colpa della crisi economica, certo, ma colpa anche di una crisi culturale che sta sia portando alcuni collezionisti “di lungo corso” ad allontanarsi dal settore che tanti potenziali, nuovi appassionati, nemmeno a tentare di avvicinarsi alla raccolta di monete, medaglie e banconote.

Un tempo, prima di Internet, esisteva già una “rete” per cui all’annuncio di un raduno commerciale da parte di un circolo o di un’associazione – in qualunque parte d’Italia – rispondevano quasi in automatico, oseremmo dire in modo “fisiologico”, numerosi commercianti e tantissimi collezionisti. Oggi questo non accade, talvolta per cattiva organizzazione (ma non è il caso di Napoli, sia ben chiaro) e talvolta per situazioni contingenti come la contemporaneità tra eventi o, più semplicemente, perché è la numismatica stessa – quindi, i numismatici ad ogni livello – ad aver “cambiato pelle”. Prescindendo dalla buona volontà e dalle iniziative locali, a parere di chi scrive servirebbe anche in Italia una società specializzata – tipo quelle esistenti in Germania – che organizzi e gestisca, finalmente in modo moderno ed efficiente per tutti, un circuito di pochi raduni commerciali selezionati, caratterizzati da location adeguate e sicurezza, dalla presenza di soli operatori con licenza e da una comunicazione capillare nei confronti dei potenziali clienti; un’organizzazione che, essendo “super partes”, sia in grado di intercettare l’esigenza dei professionisti e quella degli appassionati di poter fruire di “eventi” nel senso più moderno e positivo del termine. Siamo lontani anni luce, lo sappiamo, dalle convention americane o dai grandi convegni tedeschi, ma la numismatica italiana si meriterebbe questo e altro. Per il proprio presente e, soprattutto, per il proprio futuro.