EDOARDO VIII, CHE PER AMORE
RINUNCIO’ A CORONA E MONETE

(di Roberto Ganganelli) | Cose che oggi farebbero sorridere o, al massimo, servirebbero a far vendere qualche migliaio di copie in più alle riviste di gossip e a portare audience alle trasmissioni d’attualità: un principe succede al padre, augusto sovrano appena scomparso, e dichiara di voler salire al trono con al suo fianco la donna che ama (una signora straniera, del bel mondo, ma divorziata e risposata). Uno scenario che tuttavia, nel 1936, mise a repentaglio la sopravvivenza stessa di una delle monarchie più potenti del mondo, quella britannica, quando divenne chiaro che re Edoardo VIII, tale per diritto di sangue dal 20 gennaio di quell’anno, non avrebbe rinunciato all’amata Wallis Simpson in nome della corona. Si aprì così, nel Regno Unito e nell’intero Impero Britannico, una profonda crisi istituzionale dovuta alle secolari tradizioni che legavano – e tuttora legano – la casa reale e la Chiesa anglicana; crisi che si risolse solo l’11 dicembre del 1936 con l’abdicazione di Edoardo VIII e l’avvento sul trono del più “presentabile” fratello Alberto, divenuto re e imperatore col nome di Giorgio VI.

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Una delle rarissime sovrane di Edoardo VIII con data 1937, venduta all’asta nel 2014 per ben 516 mila sterline (source: Baldwin’s & Sons)


Una pagina di storia che, come ogni pagina di storia presenta anche degli intriganti retroscena numismatici, dal momento che appena insediato sul trono Edoardo VIII la Royal Mint, con efficienza tutta “british”, mise alacremente al lavoro artisti e tecnici per predisporre le monete con il ritratto del nuovo, giovane sovrano che, tuttavia, rimasero allo stadio di modello, di progetto o di prova per finire sotto silenzio – quasi una sorta di “damnatio memoriae” numismatica – dopo lo scandalo dell’abdicazione.

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La scatola in cui vennero rinvenute prove e progetti a nome di Edoardo VIII (source: The Royal Mint Museum)


Tale era la delicatezza della situazione che per decenni  modelli e progetti a nome di Edoardo VIII, parte dei fondi della Royal Mint, non sono nemmeno stati considerati come parte della collezione del Museo; poche persone sapevano che cosa era sopravvissuto e l’esistenza delle monete è divenuta col tempo una sorta di mistero anche all’interno della stessa Royal Mint. Questo, fino al pensionamento di sir Jack James, vice “mint master” nel periodo 1957-1970; dopo il suo ritiro, una scatola di cartone sigillata venne recuperata da una cassaforte del suo ufficio e, al suo interno, fu rilevata la presenza di di 49 monete (in realtà prove, progetti, saggi) a nome di Edoardo VIII. Il 5 novembre 1970 queste monete vennero finalmente ricollocate in modo ufficiale nelle collezioni del Royal Mint Museum assieme ad altri tre esemplari – dei rovesci unifaci – che fino a quel momento non erano stati associati ad Edoardo VIII.

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Progetto uniface per corona di Edoardo VIII, al rovescio la dicitura MODEL (source: St’ James Auctions)


A completare il “corpus nummorum” del re senza corona e senza monete si aggiungono, presso la Royal Mint, anche una ventina di impressioni su gomma effettuate su conii predisposti per la monetazione di Edoardo VIII. Esposte in modo sistematico per la prima volta nel 1973, le testimonianze numismatiche del sovrano che lasciò il trono per amore si sono arricchite nel tempo di altri esemplari acquisiti dal Royal Mint Museum in aste pubbliche o per trattativa privata (rarissimi esemplari autentici appaiono, di tanto in tanto, sul mercato assieme a molte monete “di fantasia” a nome di Edoardo VIII).

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Prova di conio del rovescio per l’half penny del 1937 (source: St. James Auctions)


Al momento attuale, il Royal Mint Museum conserva 82 esemplari numismatici riconducibili al breve regno del sovrano (il catalogo è accessibile a questo indirizzo); si tratta nello specifico di: 9 esemplari di sovrana in oro; 5 esemplari, di cui uno uniface, di corona in argento data 1937; 7 esemplari, di cui 4 unifaci, di mezza corona in argento data 1937; 5 esemplari di fiorino in argento, di cui uno uniface; 4 esemplari di scellino in argento; 8 esemplari da 6 pence in argento; 6 pezzi da 3 pence in bronzo, di cui uno uniface; una prova di 3 pence in cupronichel con al dritto effigie di Giorgio V e al rovescio cerchi concentrici; 7 prove di penny, di cui 3 unifaci; 5 half penny di cui uno uniface; 4 esemplari di farthing; 20 impressioni su gomma di vari progetti per dritti e rovesci (alcuni con data 1936); un progetto di 3 pence con millesimo 1936 e al dritto effigie di Giorgio V. Tutti gli altri esemplari datati recano il millesimo 1937, anche se – al pari delle prove unifaci senza data – furono coniati nel corso dell’anno precedente.

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Penny non emesso per l’Africa Occidentale Britannica a nome di Edoardo VIII (source: Heritage Auctions)


Edoardo VIII non venne mai incoronato; al suo posto, come la storia ci narra, il fratello Giorgio VI assunse le redini dell’Impero Britannico che avrebbe guidato, assieme a sir Winston Churchill come primo ministro, durante tutta la II Guerra Mondiale e fino alla scomparsa, nel 1952, per poi lasciare trono e corona alla figlia Elisabetta II (tuttora felicemente regnante!). Anche di quell’incoronazione mai avvenuta rimangono, in metallo, alcune testimonianze tra le quali una prova di medaglia con il ritratto di Edoardo al dritto e, al rovescio, una solenne Britannia che solleva sull’Abbazia di Westminster l’alloro della gloria. Una gloria, e tante responsabilità, alle quali il duca di Windsor – tale titolo mantenne fino alla scomparsa, nel 1972 – scelse per amore (solo per amore?) di sottrarsi divenendo così uno dei personaggi più discussi nella storia del XX secolo.

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Prova in bronzo “matte proof” della medaglia per l’incoronazione di Edoardo VIII, mai avvenuta a causa dell’abdicazione del sovrano (source: Heritage Auctions)