“SECOL SI RINNOVA”: MONETE (E UNA MEDAGLIA) PER IL 50° DEL REGNO

Il ritratto a collo nudo di Vittorio Emanuele III nel pieno della maturità, rivolto a sinistra, scandisce i dritti della serie, composto con la legenda circolare VITTORIO EMANVELE III RE D’ITALIA e, in basso, con i nomi del modellista e dell’incisore (D. TRENTACOSTE | L. GIORGI INC.), il tutto in un elegante cerchio decorativo dentinato. Due invece i rovesci, simili nel mostrare le personificazioni femminili dell’Italia e di Roma, abbracciate, con accanto un aratro infiorato ma diverse nello sfondo: se i due tagli inferiori da 10 centesimi e 2 lire mostrano infatti un veliero, simbolo della tradizione marinara della Penisola, le 5 e le 50 lire raffigurano un moderno piroscafo, simbolo di progresso e di modernità, ornato di festoni e dello scudo sabaudo.

003Lo scudo da 5 lire del 1911 coniato in argento (source: archive)

Tutte le monete presentano l’asse “alla tedesca”, ossia “a medaglia” (dunque, non ruotato di 180° come di consueto) e rispettano i canoni metrologici dell’Unione Monetaria Latina di cui il Regno d’Italia era membro fondatore. Le 50 lire furono coniate il 20 mila pezzi in oro al peso di g 16,13 (titolo 900/..) e con un diametro di mm 28,00; il taglio è rigato. Le 5 lire in argento 900/.., invece, ebbero una produzione di 60 mila esemplari: pesano g 25,00 per 37,00 millimetri e, sul bordo, recano in incuso tre volte il motto sabaudo FERT tra nodi e rosette. Un milione, invece, le monete da 2 lire emesse per l’occasione ad un fino di 835/.. per un peso di 10,00 grammi e un diametro di 27,00 millimetri; sulla ghiera esterna, le stesse impronte del taglio da 5 lire. Taglio liscio, infine, per i 10 centesimi in rame battuti in 2 milioni di pezzi, con diametro di mm 30,00 e peso di g 10,00. Per quanto riguarda i provvedimenti legislativi di emissione, la 50 lire e la 5 lire furono regolate dal Regio decreto n. 761 del 25 giugno 1911, mentre le 2 lire e i 10 centesimi videro la luce a seguito del Regio decreto n. 53 del 19 gennaio dello stesso anno. A titolo di curiosità, ricordiamo come il taglio in rame fu l’ultimo 10 centesimi della storia del Regno ad avere ancora lo stesso modulo di quelli dei precedenti sovrani (Vittorio Emanuele II e Umberto I).

004 005Le 2 lire e i 10 centesimi del Cinquntenario: si noti, sullo sfondo, il veliero (source: archive)


Più numerose, rispetto alle monete, furono le medaglie celebrative emesse da Istituzioni pubbliche, Associazioni private, realtà industriali e commerciali in richiamo al mezzo secolo dell’Italia unita, ai suoi artefici e agli episodi di eroismo e amor di Patria di cui fu costellata l’epopea risorgimentale. Tra queste, spicca una rara coniazione in bronzo di grande modulo (120 millimetri) scaturita dal talento di modellista di Giannino Castiglioni e dalla perizia nell’incisione di Giuseppe Cappuccio, entrambi operanti presso quello Stabilimento Johnson di Milano che, attivo fin dal 1836, rappresentava ad inizio Novecento la più importante ed attiva zecca privata della Penisola.