LO ZIMBABWE DICE ADDIO AI TRILIONI E PASSA AL DOLLARO USA

documents-button(di Antonio Castellani) | Troppo alta l’inflazione, impossibile continuare a produrre banconote che reggano il passo con la svalutazione a tanti zeri in atto nel paese; e così, Harare ha deciso di cambiare sistema monetario abbandonando il dollaro locale per adottare quello, ben più solido, a stelle e strisce. Tasso di cambio: 5 dollari Usa ogni 175 mila quadrilioni di dollari locali. Non è tuttavia una sorpresa, quella annunciata dal governo dello Zimbabwe che, già dal 2008, ha iniziato ad usare massicciamente valute estere (da quelle di altri paesi africani a yen e yuan) come mezzi di pagamento sul mercato interno: in quell’anno, infatti, scoppiò quel processo di iperinflazione che, con un tasso di 500 miliardi per cento (sì, avete letto bene) ha comportato numerose sostituzioni del circolante con banconote a denominazioni sempre più astronomiche.

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Tra il 2007 e il 2008 nello Zimbabwe scoppia l’inflazione e il dollaro locale si svaluta clamorosamente (source: web)


Un fenomeno inflattivo che si è manifestato anche con due o più aggiornamenti quotidiani dei prezzi delle merci e con scene da Repubblica di Weimar in cui i cittadini, solo per fare la spesa, erano costretti a girare con borse piene di biglietti. “Una cifra dice tutto – sottolinea l’articolo pubblicato nel sito de “La Repubblica” a questo indirizzo -. Guadagnando oggi un dollaro dello Zimbabwe ogni secondo della vita, hanno calcolato i giornali nazionali, sarebbe necessario campare 79.275 anni per mettere assieme un dollaro Usa. E a quell’ora, forse, si sarebbe troppo vecchi per spenderlo”. Insomma, i cosiddetti “zim-dollars” sono destinati a diventare presto un ricordo e a sopravvivere solo grazie al collezionismo di banconote.

003Cento trilioni di dollari che valgono come carta straccia (source: web)