Brexit: i 50 pence svelati tre volte

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, entra in circolazione anche la controversa moneta con impressa la data della Brexit. La versione precedente della moneta, con la scadenza di ottobre, era stata predisposta ma poi annullata. E tra i più critici c’è anche chi evidenzia un errore di grammatica.

Il 31 gennaio 2020, ore 23 di Londra, la Brexit (crasi di Britain exit) diventa realtà: la Gran Bretagna esce dall’Unione europea. E diventa realtà anche la speciale moneta da 50 pence realizzata dalla zecca britannica per celebrare questo passaggio storico. L’emissione è disponibile nelle versioni oro e argento proof e bu.  E Royal Mint ha anche predisposto un set dal sapore quasi nostalgico che abbina questa moneta ai 50 pence emessi nel 1973 in occasione dell’adesione del Regno Unito alla Comunità economica europea.

Sui nuovi 50 pence campeggia il messaggio Peace, prosperity and friendship with all nations, ovvero ‘Pace, prosperità e amicizia con tutte le nazioni’. La citazione – spiegano da Royal Mint – è ispirata ai principi di governo di Thomas Jefferson’s, che includevano peace, commerce, and honest friendship with all nations. Sotto la frase in corsivo compare la data del Brexit Day definitivo: 31 gennaio 2020. Una data non scontata, che ha inciso molto anche sulla genesi dell’emissione numismatica.

Infatti, nei primi bozzetti mostrati da Royal Mint a inizio del 2019, la data impressa doveva essere quella del 29 marzo 2019, data originale della Brexit. Con lo slittamento dell’uscita dall’Unione al 31 ottobre 2019, in un eccesso di ottimismo il cancelliere dello scacchiere (equivalente del ministro delle Finanze) Sajid Javid aveva varato la produzione di tre milioni di esemplari con impressa la nuova data. Tuttavia a metà ottobre, quando ormai era chiaro che il governo britannico avrebbe rinviato Brexit per la seconda volta, la zecca reale aveva fermato la produzione.

Nel design originale della moneta la data sarebbe dovuta essere “29 March 2019”

È di qualche mese fa l’annuncio di diverse testate internazionali (come The Guardian) secondo cui circa un milione di monete celebrative da mezzo pound coniata dal Regno Unito con la vecchia data sarebbero state fuse e riciclate dalla zecca reale. Il 26 gennaio i portavoce del Tesoro hanno annunciato l’entrata in circolazione della moneta ufficiale.

La seconda versione, non emessa come la precedente, con la data “31 October 2019”.

Ma ancor prima di uscire la moneta per Brexit ha già fatto parlare tanto, e non sono mancate le critiche. Tra i detrattori più infervorati ci sono anche intellettuali come lo scrittore britannico Philip Pullman, secondo il quale la citazione impressa contiene un errore di grammatica e per questo “andrebbe boicottata da tutte le persone alfabetizzate”. Secondo l’autore fantasy manca la cosiddetta “virgola di Oxford”, che nella grammatica inglese precede la congiunzione in un elenco di tre o più elementi. Quindi, in questo caso, la frase avrebbe dovuto essere Peace, prosperity, and friendship with all nations.

Alla notizia della nuova moneta anche i social si sono scatenati, lanciandosi in reinterpretazioni ironiche e polemiche: